Aleksej Apuchtin – Il diario di Pavlik Dol’skij

 Aleksej Apuchtin

Un uomo che si crede giovane, tacciato di malattia dal suo medico, si trova trattenuto a casa, dove scopre, in realtà, di non essere vecchio.

Un libro fortemente ironico, con pochi personaggi molto ben realizzati, visti attraverso gli occhi del protagonista, Pavlik, costretto dalla noia a scrivere una versione personale delle Confessioni di Sant’Agostino. Nonostante l’aspetto scanzonato, Pavlik non ha paura di porsi la grande domanda: chi sono io?

Il protagonista troverà una risposta attraverso gli imprevisti. E il lettore potrà iniziare ad interrogarsi su se stesso, senza smettere di sorridere per le avventure di questo giovane o anziano russo del diciannovesimo secolo.

Lettura consigliata.

 Aleksej Apuchtin – Il diario di Pavlik Dol’skij

L'autore

Aleksej Nikolaevič Apuchtin nacque nel 1840 a Bolchov, in Russia. A soli quattordici anni pubblicò il suo primo poema, dedicato all'ammiraglio Kornilov. Negli anni successivi entrò nel servizio civile, cioè il sistema burocratico dell'Impero russo, trovando un impiego presso il ministero della giustizia.

Non cessò tuttavia l'interesse per la letteratura: in contatto, fra gli altri, con Ivan Turgenev, tenne negli anni seguenti alcune conferenze pubbliche sulla figura di Puškin, e l'amore e l'ammirazione per il poeta e romanziere sono chiaramente avvertibili anche ne Il diario di Pavlik Dol’skij. Parecchie sue opere vennero poi messe in musica; fra i compositori è da ricordare Čajkovskij, con cui Apuchtin condivideva, oltre alla vita intellettuale, l'orientamento sessuale. Apuchtin era infatti apertamente omosessuale, fatto spesso deriso dalla stampa e argomento di conversazione in società.

La produzione letteraria non fu comunque mai il primo obiettivo di Apuchtin, cui la carriera come impiegato civile consentiva di sopravvivere senza difficoltà economiche. Diverse sue opere, fra cui il Diario, non furono pubblicate che postume.

Il 29 agosto 1893, due mesi dopo che Čajkovskij aveva rifiutato di scriverne il requiem, Apuchtin morì improvvisamente. La sua opera, invece, continuò a godere la stima di vari intellettuali, fra cui Bulgakov.

Versione recensita:

Aleksej Apuchtin, Il diario di Pavlik Dol’skij, Sellerio Editore, Palermo 1993, 156 pp., ₤ 12.000